L’importanza della manutenzione del detergente nel lavaggio industriale ad acqua dei componenti

Accanto ai parametri fisici degli impianti di lavaggio ad acqua quotidianamente monitorati nell’ottica di garantire il massimo risultato di pulizia finale, è importante per un’azienda scegliere con attenzione il tipo di detergente valutandone con scrupolosità i livelli di concentrazione.

Sono questi i fattori chiave che permettono di raggiungere una condizione di stabilità dell’intero ciclo di lavaggio, garantendo al cliente una pulizia finale di qualità.

Durante le fasi di lavaggio delle parti metalliche il detergente, dal momento in cui entra in contatto con le superfici contaminate, si consuma lentamente riducendo il proprio livello di concentrazione: questo ha un effetto negativo sulla qualità dell’intero processo di pulizia.

I residui di sporco rimossi dalla parti metalliche si accumulano nel detergente consumandolo, perciò è da considerarsi fondamentale che l’attrezzatura impiegata per la pulizia delle parti:

  • permetta di misurare il livello di concentrazione del detergente prevenendo l’eccessiva oscillazione dei valori;
  • rimuovere lo sporco ed i residui solidi accumulati dal detergente acquoso.

Al problema della qualità del lavaggio si aggiunge quello dei costi associati all’intero ciclo di lavaggio in termini di attrezzatura, energia, deperibilità e manodopera.

Come è possibile misurare la concentrazione del detergente?

Sulla base delle caratteristiche chimiche del contaminante e del materiale di base, è possibile scegliere tra diverse tipologie di detergente.

La misurazione della concentrazione del detergente dovrebbe essere eseguita tenendo conto dei seguenti valori:

  1. CONDUTTIVITÀ: si ottiene dal rapporto tra una concentrazione definita e quella effettiva, è una misura indiretta soggetta a fluttuazioni non solo in relazione alla concentrazione di detergente rimanente ma anche sulla base della tipologia e del grado di contaminazione accumulata nella soluzione detergente;
  2. PH: misura l’alcalinità della soluzione;
  3. TENSIONE SUPERFICIALE: è una misura dei tensioattivi presenti nella soluzione. Questi rappresentano “l’ingrediente chiave” per la scelta dei detergenti dal momento che rendono più semplice la penetrazione del detergente acquoso tra le molecole di sporco;
  4. TITOLAZIONE PERSONALIZZATA: ovvero la misura della presenza di altri ingredienti essenziali.

Possiamo senza dubbio affermare che tra tutti i parametri descritti quello della tensione superficiale è da considerarsi come migliore quando si ha la necessità di misurare il livello di efficacia del detergente.

Come eliminare sporco e residui dal detergente acquoso in un impianto di lavaggio ad acqua

I residui di sporco e contaminanti estratti dal detergente in un impianto di lavaggio ad acqua possono essere:

  • solidi di grandi dimensioni, galleggianti, sospesi o affondati;
  • contaminanti di piccole dimensioni sospesi o disciolti in acqua;
  • grassi e olii, flottanti o emulsionati.

I residui di sporco e contaminanti solidi flottanti possono essere eliminati attraverso un convettore che agisce in superficie, scaricando i rifiuti in un apposito contenitore.

I residui di sporco che sono finiti sul fondo della tanica contenente la soluzione detergente possono essere estratti mediante un sistema di rimozione automatico della melma che trascina il convettore e raschia il fondo della stessa; i rifiuti raccolti vengono poi gettati in appositi contenitori.

Per quanto riguarda le sospensioni solide, la scelta dell’iter di pulizia del detergente viene fatta sulla base della gravità e della grandezza delle particelle da separare: solitamente le aziende del nostro settore propongono il metodo della centrifuga o l’installazione nell’impianto di un sistema di filtraggio dedicato che filtra la soluzione detergente.

I contaminanti disciolti, le soluzioni acquose leggermente alcaline e le acque di risciacquo vengono invece trattate attraverso l’evaporazione.

Grassi e olii flottanti possono essere eliminati attraverso schiumarole o il continuo travaso all’interno di separatori di fluidi che operano in base alla differenza di densità dei due fluidi.

Infine, nel caso di olii emulsionati risultano efficaci i sistemi di ultra filtraggio.

Quali altri elementi impattano sul ciclo di vita e sulle spese di un impianto di lavaggio industriale?

Prima di chiudere è doveroso fare riferimento anche ad altri tre fattori che impattano in modo più o meno negativo sulla vita utile e sui costi associati alle macchine per il lavaggio di componenti metallici:

  1. CONSUMO DI ACQUA: è consigliabile orientarsi verso impianti di lavaggio ad acqua che utilizzano sistemi di ricircolo dell’acqua in quanto nettamente più economici. Le basse temperature durante il ciclo di lavaggio riducono la perdita di vapore e quindi il consumo di acqua, in aggiunta all’energia necessaria per riscaldarla;
  2. SMALTIMENTO DELLE ACQUE REFLUE: le caratteristiche e gli aspetti trattati nel corso dell’articolo contribuiscono a prolungare nel tempo la vita utile della tanica. Ogni cambio serbatoio comporta un fermo produzione, manutenzione per la pulizia dello stesso, costi di trasporto e smaltimento delle acque reflue;
  3. ENERGIA CONSUMATA: tutti i problemi che contribuiscono al consumo di acqua influiscono in ugual misura sul consumo di energia.

 

Richiedi un confronto diretto con i nostri consulenti per conoscere meglio le soluzioni per il lavaggio industriale di componenti metallici di FIRBIMATIC: contattaci ora compilando il form!